Farro, Hokkaido & Shiitake

Buongiorno gioiglorioso! Oggi qui è decisamente primavera, un cielo meraviglioso e una temperatura fantastica. Però la tentazione della zucca fresca fresca, comprata ieri, era troppo forte. E’ il mio ortaggio preferito e ne mangerei a chili ogni giorno, semplicemente cotta in forno. Adoro la varietà Hokkaido e ne ho prese 3 di cui 2 attendono […]

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Libertà, lo scopo della vita

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gabbiano3Trad. Luciano Gianazza

L’uomo completo è libero. E il fatto che siamo tutti schiavi dimostra quanto giovani siamo nell’evoluzione del mondo.
Edward Earle Purinton

Non ho mai visto un uomo che fosse libero. Ogni uomo è legato a qualche possesso, qualche persona, qualche abitudine, consuetudine o tendenza, qualche paura, debolezza o desiderio. E le possibilità divine dell’animo umano rimangono inerti e inutili come le ali di un grande uccello crudelmente imprigionato in una gabbia le cui sbarre di ferro sono dorate per ingannare. Il primo segno dello schiavo è quello di mascherare i suoi limiti. E tutti noi lo facciamo – invece di affrontarli apertamente e sfuggire alla loro spiacevole presa.
Non è possibile limitare il corpo di un bambino senza incorrere in proteste da parte del bambino. Se tu fossi un mostro tale da mettere un bambino indifeso in catene la legge ti costringerebbe a desistere. Ma che dire della tua mente? Questa è anche più delicata, più fragile, più preziosa, della morbida forma rosea di un bambino. E se potessi avere un’immagine della tua mente, vedresti una cosa incatenata, mutilata, distorta, derubata dei suoi poteri meravigliosi da superstizioni, convenzioni, mezze verità e compromessi che sottilmente l’avviluppano e la strangolano. Dovremmo essere tutti dei geni se avessimo pensato con la nostra testa, e i nostri genitori con la loro.
Mi piace il vero iconoclasta. Egli può essere avventato, imprudente, prematuro, ma è almeno indipendente. E tutte le opere immortali dell’uomo sono state fatte in uno spirito di libertà.
Se non hai mai pensato in modo “particolare”, devi sapere che è all’ordine del giorno, perché l’individuo è sempre particolare. E se ti fermi a riflettere su ciò che la gente pensa, sei accecato dalla polvere del destino, non sei al passo con il progresso. Gli spettatori della vita fanno clamore – i soldati non hanno altro tempo che per combattere.
Che cos’è la libertà?
Non è fanatismo, non è protesta, non è ozio, non è arroganza, non è dispotismo, non è alcuna delle cose sollecitate dall’anarchico, che fra tutti gli uomini è schiavo della sua propria ossessione.
La libertà è il potere cosciente di esprimere qualsiasi cosa, tutte o nessuna di te stesso quando vuoi, come vuoi, perché tu lo vuoi. Questo, nota, è l’opposto di licenza. Libertà significa espansione, espansione significa esercizio, esercizio significa abilità, abilità significa lavoro – e quanti pochi di quelli che sbraitano libertà sono disposti a lavorare! L’ozio, che è il vanto di coloro che parlano di libertà, è davvero sconfinare nel tempo e nella disposizione d’animo degli altri.
La libertà, come il denaro, è sprecata per chi non se l’è mai guadagnata. La libertà non orientata è vagabondaggio. Chi è veramente libero – il vagabondo cencioso o il viaggiatore ricco? Libertà significa preparazione non meno che espansione. E’ da stolti desiderare ardentemente un’opportunità senza il potere di coglierla.
La libertà costa più di altri doni della vita – è per questo che così pochi l’ottengono.
Vuoi sapere qual è il prezzo della libertà? Pazienza infinita.
Guarda Paderewski sul palcoscenico, e mormora “Come suona con facilità!” Osservalo nelle lunghe e tediose ore di isolamento mentre ripete risoluto un esercizio 300 volte prima di padroneggiarlo, allora esclamerai “Come lavora terribilmente duro!”

Vuoi essere libero? Raccogli le tue catene, per una maggiore velocità nella tua corsa handicap. L’atleta vincente è fiero nell’handicap. Il Fato non stabilisce un handicap per nessuno, se non per un vincente.
Per il lungo e faticoso percorso della lotta umana possiamo raggiungere il monte soleggiato della libertà – e la maggior parte di noi percorre quella strada. Ma un viale più breve, meno impervio si snoda lungo il calmo ritiro della meditazione divina – e le poche grandi anime del mondo lo hanno sperimentato.

Non ci manca il potere di spezzare le nostre catene e di gettarle via per sempre, ci manca il coraggio, l’equilibrio, l’abilità, la persistenza. Nulla dall’esterno ci può legare, nessun uomo potrebbe mai renderci schiavi, siamo giudicati dal nostro proprio pregiudizio, condannati dalla nostra propria debolezza, incatenati e imprigionati dalla nostra propria ignoranza. Nessuno è il nostro padrone nella misura in cui si è padroni di se stessi; e le catene che ci portiamo, le abbiamo adattate ai nostri limiti. Quando ci rendiamo conto di questo, convertiamo la protesta in potere.
Vai in qualsiasi prigione e troverai una folla di prigionieri cupi, impotenti nelle loro manette, che mordono il freno, incattiviti nell’impotenza. Ma la schiavitù non sta nei legami. L’uomo che si fa chiamare “Il Re delle Manette” solo sorride ai rivetti e alle serrature delle catene fatte a macchina; in qualsiasi carcere, egli elabora il suo proprio metodo di fuga. Dal buio mentale e dal confinamento spirituale in cui la maggior parte degli uomini vive, possiamo tranquillamente uscire quando abbiamo sviluppato le nostre forze di auto-emancipazione.
Sei libero?
Ecco una domanda che presto avrà risposta. C’è qualsiasi cosa, una qualsiasi persona, qualsiasi condizione di vita che devi avere per farti felice? Se è così, tu sei uno schiavo.
Tutti i tuoi amici potrebbero andarsene, tutti i tuoi beni potrebbero svanire, tutte le tue speranze finire in rovina, il mondo stesso potrebbe finire – ma tu rimarresti calmo e imperturbabile? In caso contrario, sei solo una proprietà mobile, legata al capriccio del destino. Vorresti sperimentare un nuovo tipo di felicità? Impara a fare a meno di quello che pensi di aver bisogno di più.
Sappiamo quanto un bambino piange quando non può avere ciò che vuole, o quando gli vengono portati via i suoi giocattoli. Ma quanti di noi hanno davvero superato l’impazienza del bambino e la ribellione del bambino? Mancandoci un certo banale, immaginario bene, ci rendiamo miserabili con l’autocommiserazione o l’auto-denigrazione. Piuttosto, dovremmo volontariamente liberarci di molto di ciò che ora possediamo, perché il pericolo nella maggior parte dei beni si trova nel fatto che oscurano la realtà. Vediamo Dio non nel bel mezzo dell’afferrare, ma nel bel mezzo del lasciare andare.
L’unica ragione sicura per volere le cose è con l’aspettativa di darle via. E non si tratta di essere filantropi per essere liberi. Il tipico donatore caritatevole dà spazio alle sue emozioni, ma frena l’avanzata di coloro che egli considera poveri. Dare cose agli uomini rende prigionieri gli uomini, dando verità agli uomini rende gli uomini signori.
Quali sono le forze che ci rendono schiavi?
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa che blocchi la strada al nostro ideale. Hai un chiaro, deciso, sistematico, ideale di ciò a cui aneli di essere e di fare? E in che modo la tua personalità, il tuo modo di pensare, il tuo modo di vivere, ti trattiene? La libertà nella sua grandezza non è tanto abbandono quanto realizzazione. Dare forma in modo risoluto alla nostra vita immediata secondo il nostro proprio standard ci porta alla più enorme liberazione. Non saremo mai liberi di esprimere noi stessi fino a quando non saremo liberi di esercitare il comando su noi stessi.
Il tipo di libertà più elevato non è il bambino allegro, o l’indolente trovatore, e neanche il pallido asceta. E’ l’uomo d’affari risoluto che ha conservato il suo senso più fine delle cose, nonostante il frastuono della battaglia, e la cui visione rimane chiara dove lo sporco è più spesso. Scappare dalle cose brutte solo dà ad esse una migliore possibilità di prosperare. Fai della tua vita una sfida a tutto ciò che suggerisce un compromesso, allora sentirai la gioia dell’indipendenza.
Intorno all’anima umana molti film si riuniscono, giorno dopo giorno. Ogni cosa falsa lascia il suo segno su di noi. Anche ciò che è meno di vero scoraggia e ostacola i poteri della nostra anima. In quante vite è operativa tutta la verità? In nessuna. I pochi che si sono avvicinati a questo, il mondo li ha prontamente crocifissi. A volte mi sembra che la crocifissione sia l’unica fine degna del cammino umano dell’anima. Tutti gli altri percorsi portano all’evasione. Chi, se non i martiri sono stati onesti con se stessi? E cosa, a parte questo, merita un momento di riflessione? Non siamo liberi a meno di non essere disposti a morire piuttosto che scendere a compromessi.
Ci si deve liberare da tutte le imposizioni esterne, prima di poter affrontare il nostro destino nella sua interezza. Dal possesso degli oggetti, dai pensieri invadenti, dal pungolo del desiderio, dalle ferite della memoria, dal tapis roulant delle abitudini, dalla benda del pregiudizio, dalla magia delle sensazioni, dallo scarico di emozioni, dal gelo dell’intelletto, dalla trappola della rabbia, dal velo della personalità, dal laccio e dalla fossa della superbia umana, da tutte queste forme e ombre che ostacolano dobbiamo essere liberi.
L’anima umana non è altro che un canale attraverso il quale scorre un flusso di energia divina. L’uomo efficiente mantiene il canale libero. E per fare questo, deve guardare il mondo solo come un campo attraverso il quale passa, non come una palude in cui si stabilisce. La spinta energica per superare il lato oscuro della vita, e rimanere non toccato dal sedimento oscuro dell’esperienza – questo denota un uomo pieno e motivato dallo Spirito Universale.
La libertà è la forza di esprimere il bene che soggiace in ogni tratto umano, senza aggiunta di errori superficiali. E’ la purezza del santo unita alla potenza del peccatore, il fuoco dello zelota fuso con l’equilibrio del saggio, il sogno del poeta che guida l’uomo di fatica, il canto del trovatore che allegramente si erge sopra il cupo scampanellio della fucina. La libertà è santità senza solennità, allegria senza frivolezza, duro lavoro senza fatica, gioco senza follia, cura senza preoccupazione, sistema senza schiavitù, abbandono senza vizio, fervore senza fanatismo, delicatezza senza fragilità, forza senza violenza, coraggio senza temerarietà, dolcezza senza insipidità, scaltrezza senza egoismo, amore senza cecità, devozione senza ristrettezza, vita senza limitazione.

Quando il primo uomo libero sarà fra noi?

Edward Earle Purinton, ottobre 1916

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CateringVeg



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Sentimenti Negativi e Mancata Guarigione

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2011-04-03_113735Questo capitolo fa parte di quello che chiamo il Sistema di Guarigione della Dieta Universale, che comprende e ha come fondamento il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco di Arnold Ehret.

Dopo più di sette anni di esperienza e di osservazioni riguardanti l’applicazione del Sistema di Guarigione di Arnold Ehret, posso dire che ci devono essere alcuni presupposti perché qualsiasi sistema di guarigione funzioni.

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Ogni sistema che dia risultati include sempre, oltre a pratiche salutari come la pulizia intestinale, l’esercizio fisico, l’acqua e l’aria pure, l’esposizione ai raggi del sole, un cambiamento dalla dieta nefasta della “nostra” civiltà verso la dieta naturale dell’uomo come prospettato da Arnold Ehret. Tutte le terapie valide, come quella proposta da Arnold Ehret, ma, per esempio, anche quelle proposte dal Dott. Gerson, dal Dott. Tilden, dal Dott. Jensen, dal Dott. Norman Walker, solo per citarne alcuni, includono una variazione nel modo di alimentarsi.

Tuttavia nonostante alcuni seguano con quasi maniacale precisione i protocolli proposti dai suddetti e altri autori non riescono ad ottenere risultati apprezzabili.

La ragione sta nel modo in cui si è e in cui ci si comporta con le altre persone.

L’esistenza di ogni cosa animata o inanimata segue un percorso dalla nascita, o creazione, fino alla sua morte, o distruzione, seguendo il modello di una curva che partendo da zero si evolve nel tempo e nello spazio fino a raggiungere un apice per poi ridiscendere di nuovo fino a zero.

Il corpo umano nasce, cresce fino a raggiungere il suo completo sviluppo a cui segue un periodo di continuità nello stato adulto dopo il quale inizia il decadimento, il momento in cui la curva tende verso il basso, e infine avviene la morte quando la curva è arrivata di nuovo al livello dello zero più in là nel tempo e nello spazio.

Questo vale per una casa, che viene progettata, si preparano le fondamenta, si inizia a costruirla, la si finisce abbellendola, poi con il passare del tempo si sgretola fino a diventare un cumulo di macerie.

Lo stesso vale per una civiltà. Un Uomo presenta ad altri uomini un modello secondo cui vivere, un modello che include regole di comportamento, obiettivi materiali e spirituali degni di essere raggiunti, oltre alla definizione dello scopo ultimo della vita, e se degli altri uomini decidono di seguirlo si forma una civiltà che continuerà ad esistere fino a quando il modello viene mantenuto inalterato, diversamente si ha un declino e la conseguente fine di quella civiltà.

Un governo degno di tale nome dovrebbe semplicemente agire per il mantenimento del modello a cui si è inizialmente deciso di aderire. Ovviamente il modello dovrebbe stabilire le qualità e i comportamenti che i membri di una società dovrebbero tenere per permettere lo svolgimento armonioso di relazioni e attività.

Considera tutte le qualità desiderabili come onestà, giustizia, generosità, etica e morale, benevolenza, intelligenza, senso di responsabilità, la lista è lunga. Queste sono le qualità che è provato che permettono lo svolgimento armonioso della vita sociale e che quando una civiltà ha iniziato a trascurarle ha iniziato a decadere per poi scomparire.

Come una casa può essere fatta durare a lungo con opere di manutenzione o di ristrutturazione, oppure abbandonata, una civiltà può essere fatta rifiorire introducendo nuovamente i principi trascurati. Ne abbiamo un esempio nella nostra civiltà, il passaggio dagli anni bui dell’ignoranza del medioevo al Rinascimento e il ricadere nel nuovo medioevo, questa era super tecnologica della cultura insulsa del mainstream dove gli obiettivi offerti sono quelli altrettanto insulsi fissati dal mercato delle multinazionali.

Ne consegue che non importa in quale punto della sua spirale discendente si trovi una civiltà, si può invertire la tendenza introducendo nuovamente i concetti e principi abbandonati che l’avevano resa fiorente e prospera.

Questo si applica ovviamente all’individuo, perché è il singolo che deve fare questo lavoro di ristrutturazione su sé stesso, la civiltà è un concetto, la fotografia di gruppo degli individui di cui ne fanno parte, come la foresta è l’insieme dei singoli alberi.

Quando l’individuo si occupa del proprio miglioramento spirituale ottiene la buona salute e la mantiene. Modifica la curva della sua vita, può indirizzarla ancora verso l’alto, rallentandone il decadimento, in teoria fermandolo. La società migliora di conseguenza grazie al miglioramento attuato su sé stesso dal singolo individuo. Diversamente abbiamo malattia, mancata o parziale guarigione e decadimento sociale.

Colpa e Responsabilità

E’ difficile non cadere nella trappola dei sentimenti negativi nella situazione attuale. Ogni giorno vediamo i risultati del malgoverno e della malapolitica, i rimedi che il governo applica sono peggiori del male da curare, i nostri soldi, frutto del nostro lavoro e fatica vengono succhiati e dilapidati in un istante senza vedere alcun effettivo miglioramento. Le autorità politiche, dal presidente della repubblica giù fino al più insignificante portaborse giustificano i fallimenti nel risolvere la situazione dicendo che la colpa è della crisi, dimenticando che la crisi è il risultato delle scelte di una politica asservita ai grandi speculatori economici.

Ce n’è a sufficienza per essere arrabbiati. Se poi aggiungiamo anche gli avvenimenti nella sfera privata come truffe subite, disservizi in uffici pubblici e privati, tradimenti di coppia, ingiustizie fra fratelli e parenti riguardo ad eredità e lasciti, c’è motivo per essere risentiti molte delle volte che incontriamo o pensiamo a qualcuno.

Non dobbiamo però lasciarci coinvolgere nel malanimo trasmesso dai media riguardo a tutti gli avvenimenti negativi che hanno luogo ogni giorno. Non possiamo cambiarli sfogando la rabbia in manifestazioni di piazza o scrivendo articoli con animo inviperito. L’unico modo in cui possiamo cambiare il mondo in cui viviamo è cambiando noi stessi.

Il mondo esterno riceve l’impronta da ognuno di noi, e ogni cosa buona o cattiva che esiste nel mondo è l’interazione delle nostre creazioni.

Poche cose accendono l’animo di una persona come i torti subiti. E’ incredibile la sensazione che si sperimenta nel petto per la rabbia che si prova nel rammentare un’ingiustizia. Si prova rabbia e risentimento e persino odio verso chi ci ha fatto un grave torto, e questo può durare molto tempo, spesso tutta la vita. Ho sentito racconti da parte di persone anziane che ancora inveivano contro chi aveva fatto loro un dispetto più di mezzo secolo prima. Lo ricordavano come se fosse successo il giorno prima, e questo mostra la forza di queste emozioni negative.

Gli effetti sulla nostra salute di tali emozioni sono estremamente distruttivi. Le emozioni intervengono e interferiscono nel funzionamento delle ghiandole endocrine, regolano o alterano la produzione di ormoni da parte degli organi, influiscono sulla digestione, alcalinizzano e acidificano il corpo.

In particolare le emozioni negative agiscono sulle ghiandole surrenali, inducono la produzione in eccesso di adrenalina e su altre ghiandole causano iperfunzione ma anche ipofunzione. Tutti gli inestetismi sul volto e della pelle sul resto del corpo sono l’effetto di ormoni in eccesso o in difetto, come pure disturbi e malattie. L’alimentazione corretta nel caso che si coltivano sentimenti ed emozioni negative può solo temporaneamente e in parte tamponare una cattiva condizione di salute.

Per molto tempo ho ritenuto giusto il risentimento nei confronti di chi mi aveva fatto un torto, e potrebbe apparire logico in un ragionamento. “In pochi secondi mi hai intenzionalmente spaccato in due il mio modello di aereo a cui avevo dedicato centinaia di ore di appassionato e accurato lavoro, cosa ti aspetti, che ti sorrida e ti dica che ti voglio bene? Posso solo dirti che che aspetto il momento di renderti la pariglia, e nel frattempo non posso che gioire nel vedere che le cose ti vanno male…”

Di solito non riserviamo identico trattamento a noi stessi quando siamo noi a fare dei torti ad altre persone, anche se a volte succede che ci si facciano delle colpe, vere o presunte ma dall’identico effetto distruttivo.

La conoscenza che i risentimenti e l’odio distruggono chi li alberga nel suo animo è anche parte della cultura hawaiana, e gli hawaiani cercano di risolvere il malessere che inevitabilmente scaturisce dal perseverare nel nutrire tali sentimenti con la pratica dell‘Ho’oponopono, (sul quale libri e gadget si sprecano) che significa mettere le cose al posto giusto, aggiustare le cose. In pratica è il riconoscere che ognuno è responsabile della propria condizione, si riconoscono i torti fatti e si perdonano quelli subiti.

Tuttavia il perdonare non risolve completamente una situazione, per quanto sia meglio di niente. Uno può perdonare qualcuno per avergli fatto un torto, lasciare andare il risentimento trattenuto fino a quel momento e sentire un enorme sollievo, ma per ottenere una liberazione completa occorre andare ancora più oltre.

Il perdono ha questa formula: io lascio perdere il risentimento nei tuoi confronti per il torto che mi hai fatto. Chi perdona ancora ritiene che il perdonato abbia fatto qualcosa nei suoi confronti. Questo presumerebbe che qualcuno possa fare qualcosa a noi stessi senza il nostro consenso, violando la legge del libero arbitrio.

La verità è dura da digerire e per alcuni è assolutamente indigesta. L’attribuzione della colpa ad un altro di quanto da noi subito, sebbene per mano di un altro, è assolutamente arbitraria secondo la legge di causa ed effetto che governa gli avvenimenti.

Ognuno di noi è causa degli effetti che ottiene, desiderati o meno. Quindi l’azione completa risolutiva non è il semplice perdonare, ma il riconoscere la propria responsabilità per quanto “l’altro ci ha fatto” e che quindi non c’è alcun motivo per avere risentimenti nei confronti dell’altro.

Alcuni affermano che il rinunciare a sentimenti di rivalsa e all’odio funziona perché “siamo tutti un’unica cosa”. Non è esatto, siamo singoli individui, ma interagendo con il resto del mondo formiamo delle connessioni con flussi di energia per comunicare e agire, e quando attribuiamo la fonte errata alle nostre azioni causiamo una persistenza della connessione che può dare l’impressione di essere un tutt’uno con la cosa connessa.

E’ difficile comprendere la totale responsabilità per quello che ci succede se si ha una conoscenza parziale della vita, se non si sa perché siamo qui, cosa ci facciamo qui. Se non si possiede questa conoscenza non è possibile comprendere né tanto meno accettare che una persona è responsabile di essere investita sulle strisce pedonali da un auto guidata da un ubriaco mai visto prima, per non parlare di un bambino che viene ucciso al momento della sua nascita. In mancanza di conoscenza la domanda che viene da chiedere è: “Dio, come hai potuto permettere che succedesse? Che colpa avevano queste persone innocenti?” Non si tratta di colpa ma di responsabilità. In una certa misura ne sono responsabili.

La religione cattolica risolve questi interrogativi dicendo che queste cose avvengono per il volere di Dio e le ragioni per cui avvengono fanno parte del suo disegno che non possiamo conoscere. Io invece dico che l’essere è immortale, e che in quanto tale è alquanto improbabile che esprima se stesso una sola volta nell’eternità per una spanna di tempo che per la maggior parte degli individui non arriva a 100 anni. Di fatto quando decide di entrare nel mondo materiale ci rimane per eoni, e quando entra nel ciclo di nascita e morte continua a rinascere e a morire fino a quando non riprende nuovamente coscienza della sua essenza ritornando allo stato non manifesto.

Nel corso delle vite commette azioni ottenendone gli effetti, buoni o cattivi, alcuni subito, altri in vite future (il tempo è un’ apparenza) e quando questo succederà, se nel frattempo sarà diventato inconsapevole, l’ultima cosa che farà sarà quella di attribuirsene la causa e quindi di assumersene la responsabilità.

Dirà invece che qualcuno gli ha fatto qualcosa, proverà risentimento o odio, i suoi organi non funzioneranno correttamente e qualunque cura o dieta faccia non guarirà completamente, solo tamponerà le falle nella sua salute, fra alti e bassi.

Nessuna cura e nessuna dieta porteranno la guarigione in un individuo che coltiva sentimenti di paura, odio, risentimento, dispiacere, delusione e altre espressioni di energia negativa.

La pulizia deve essere duplice — vale a dire: sia nello spirito che nel corpo.
Arnold Ehret

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Lasagna agli asparagi e pesto

Ingredienti per la pasta: 400 g di farina di semola 250-300 ml di acqua tiepida sale Ingredienti per il ripieno: 1 mazzo di asparagina o asparagi (500 g circa) 1 mazzo di rucola 2 cucchiai pieni di pinoli 7-8 foglie di menta 1 scalogno olio evo Ingredienti per la besciamella: 70 g di farina 70 […]

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Fracking e terremoti: riconosciuto collegamento da geologi di stato Usa

Il Giornale OnlineArriva un’altra conferma ufficiale tra alcuni eventi sismici e l’attività di estrazione di gas e petrolio attraverso la fratturazione idraulica indotta.

Non è la prima volta che il fracking viene indicato come possibile causa di terremoti. L’ipotesi ha superato da tempo i confini di una nicchia ristretta a cui si riconosceva malvolentieri credibilità scientifica. Circa un anno fa gli studiosi di Geology ventilarono la possibilità che i forti terremoti in Okahoma fossero stati causati dall’estrazione di gas naturale realizzata attraverso fratturazione idraulica. Qualche mese dopo seguì l’allarme di Science. E’ di ieri 11 aprile la notizia del primo collegamento diretto “probabile” tra il fracking e i terremoti, ammesso dai geologi di stato dell’Ohio. A Youngtown, ai piedi della catena degli Appalachi, si registrarono nel 2012 cinque eventi sismici appena avvertiti dalla popolazione in una regione ritenuta geologicamente stabile. Glenda Besana-Ostman, sismologa dell’ufficio bonifica del Dipartimento degli Interni americano, ha riconosciuto il collegamento, che sarebbe il primo a ricondurre gli eventi sismici dell’Ohio alla fase di estrazione di gas e petrolio e non allo smaltimento delle acque reflue necessarie alla fase di fratturazione.

Lo stato americano ha adottato una regolamentazione particolarmente restrittiva – stando alla media degli altri confederati – circa le concessioni di attività di perforazione. Secondo le nuove condizioni, bisogna installare apparecchiature di controllo sismico presso tutti i siti di perforazione collocati in un raggio di 3 miglia (4,8 km) da un luogo interessato da attività sismica di magnitudo pari ad almeno 2.0. Nel caso in cui tali apparecchiature dovessero registrare un movimento tellurico di magnitudo 1.0 o superiore, le attività vengono interrotte affinché si possa valutare un’eventuale connessione tra l’attività estrattifera e il sisma. Nel caso in cui tale collegamento dovesse essere confermato, l’operazione viene immediatamente interrotta. James Zehringer, Direttore del Dipartimento Risorse naturali dell’Ohio ha spiegato che “se è vero che non possiamo mai essere sicuri al 100% che le attività di perforazione causi un evento sismico, altrettanto vero è che la cautela impone di prendere nuove misure per tutelare l’uomo, la sicurezza e l’ambiente”.

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Scelte di vita, innovazione della nostra dieta o semplice curiosità verso cibi e sapori naturali, l’alimentazione a base vegetariana è un fenomeno in espansione in Italia. Su questa linea, uno spazio importante va riconosciuto alla cucina indiana che ci fa scoprire un lessico del gusto nuovo e stimolante. Iniziamo un viaggio nella cucina indiana partendo dal ristorante del tempio induista degli Hare Krishna, il primo ristorante di cucina indiana aperto a Milano, un luogo in cui si può gustare l’antica cucina tradizionale, che storicamente è vegetariana. L’origine di questa tradizione culinaria affonda le sue radici nei Veda, nello specifico nell’Ayurveda, un canone di medicina tradizionale, per la maggior parte di natura fito-terapica, che comprende prescrizioni alimentari e ricette vegetariane ricche di gusto e di sapore. Nella filosofia indiana il cibo, oltre che un nutrimento si trasforma in medicamento. I piatti tipici di questa tradizione culinaria vengono proposti al Govinda, il ristorante del tempio Hare Krishna di Milano, un luogo in cui si può evadere dal caos metropolitano e dimenticarsi della modernità. A pochi passi dal Duomo, in via Valpetrosa al numero 5, in un palazzo storico con i soffitti a volta che hanno visto l’intervento dello stesso Bramante, scopriamo alcuni segreti gastronomici alla base di questa tradizione millenaria. (via Govinda, storico ristorante di cucina indiana vegetariana a Milano - StoriEnogastronomiche.it)

Tortino salato ai cereali

Ingredienti: 3 patate medie 300 g di cereali misti (farro, orzo, grano) 2 cipolle medie 1 gambo di sedano 3 carote 1 spicchio di aglio spinacini feschissimi qb pangrattato qb sale, pepe qb noce moscata qb prezzemolo qb alloro qb Procedimento: Per prima cosa lessare le patate (io le preferisco al vapore) e passarle allo […]

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Insalata mele e germogli

Questa è un’ insalata veloce veloce, inventata sul momento… Ingredienti: 1 mela rossa 1 manciata di olive nere 1 manciata di anacardi tostati e salati germogli di soia verde autoprodotti 1 pizzico di lievito di birra in scaglie olio di girasole succo di limone sale Procedimento: Taglio la mela a cubetti in un’ insalatiera e […]

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Pranzetto senza rimpianti

O pranzo del Sabato Santo visto che l’ho mangiato durante la vigilia di Pasqua. Volevo tenermi leggera, in vista delle abbuffate di Pasqua e Pasquetta quindi ho optato per un burger di broccolo, un po’ di risottino fatto da mammà con gli asparagi bianchi e un contorno di pomodori secchi e spinacina. Ero così soddisfatta […]

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L’Universo Informato



Quali sono le più importanti scoperte della fisica contemporanea? Cosa ci dicono sulla nascita e il destino dell’Universo?

Carlo Donadio


Negli ultimi venti anni il panorama della ricerca scientifica, in particolare nella fisica, si è pro-gressivamente rimodellato in un crescendo tanto silenzioso, quanto radicale, al punto di sembrare sostanzialmente immutato al grande pubblico, fatta eccezione per i grandi eventi che hanno avuto un forte impatto mediatico, come la scoperta del Bosone di Higgs. Nel contempo si sono accumulati diversi lavori di notevole spessore teorico rimasti però circoscritti all’ambito dei “tecnici”, lavori che lasciano intravedere una significativa svolta di carattere concettuale verso orizzonti ancora poco esplorati o, addirittura, sottovalutati da folte schiere di scettici.

I Pilastri della Fisica
Quali sono gli attuali fondamenti della fisica contemporanea e quali i suoi limiti?
Per rispondere esaurientemente a questa domanda è necessario fare una rapidissima panoramica concentrandoci con attenzione sul XX° secolo, crocevia di vere e proprie rivoluzioni scien-tifiche. Questa esaltante epoca si apre proprio nel 1900 con l’enunciazione “embrionale” della teoria dei quanti da parte di Max Planck, proseguendo poi nel 1905 e nel 1916 con le rivoluzionarie teorie relativistiche di Einstein le quali hanno dato inizio così a una vera e propria escala-tion scientifica che dura sino a nostri giorni, seppur con qualche battuta di arresto. Dopo vari sforzi teorici e sperimentali costellati da numerosi successi, possiamo sintetizzare le attuali conoscenze scientifiche in ambito fisico raggruppando da un lato le interazioni fondamentali esistenti in natura e da un altro le teorie che cercano di comprendere le leggi che le governano.

Le interazioni fondamentali conosciute sono:

- Nucleare Forte
- Nucleare Debole
- Elettromagnetica
- Gravitazionale


I modelli teorici di riferimento sono invece:

- Teoria della Relatività Ristretta e Generale
- Meccanica Quantistica


Questi due paradigmi hanno sempre avuto difficoltà nel conciliarsi poiché il primo, la relatività, funziona molto bene su scale cosmiche, nell’immensamente grande, e riesce a descrivere in maniera abbastanza esauriente il comportamento di stelle, pianeti e galassie introducendo concetti innovativi come spazio-tempo e curvatura, mentre il secondo, la meccanica quantistica, viene applicata con enorme successo nell’infinitamente piccolo su scala atomica e sub-atomica. L’uno completa l’altro, ma non riescono a trovare un linguaggio comune. Nel corso degli anni la relatività è rimasta sostanzialmente invariata fatta eccezione per qualche soluzione particolare delle sue equazioni ricavata successivamente alla sua enunciazione, come ad esempio per i casi limite dei buchi neri, mentre la meccanica quantistica ha avuto notevoli e importanti evoluzioni sino a consolidarsi nella Teoria Quantistica dei Campi (QFT) e conseguentemente nel Modello Standard abbracciando anche i sottomodelli dell’Elettrodinamica Quantistica (QED) e delle Cromodinamica Quantistica (QCD) riuscendo a coprire in maniera soddisfacente la descrizione delle prime tre interazioni prima menzionate, cioè quelle che rie-scono a tenere insieme il nucleo degli atomi e che governano elettroni e fotoni.

Grande sogno dei fisici è quello di riuscire a formulare una teoria quanto più semplice ed elegante possibile che riesca ad esprimere in maniera unitaria tutte le leggi della natura, ma l’impresa è molto ardua seppur si intravedono accenni di una soluzione e qualche progresso è stato già fatto. Si pensi alla teoria di unificazione elettrodebole, sperimentalmente verificata, che unisce l’interazione nucleare debole con l’elettromagnetismo.
Sono state anche matematicamente formulate delle possibili teorie di Grande Unificazione (GUT) volte a sintetizzare le prime tre interazioni, unificando quindi la forza elettrodebole alla nucleare forte
Il grande ostacolo sembra essere la forza di gravità, così blanda e inafferrabile quanto impor-tante, descrivibile matematicamente ma quasi impossibile da rilevare strumentalmente al pari delle altre.

Su di essa sono stati versati fiumi di equazioni nel tentativo di trovare una soluzione al suo mistero. Uno spiraglio si intravede in quella che viene chiamata Teoria delle Stringhe, un costrutto matematico capace di descrivere tutte e quattro le forze. Essa prevede delle minuscole quantità di energia vibranti in dimensioni extra, cioè oltre le tre spaziali e quella temporale ma non percepibili. Vibrando a diverse frequenze danno così luogo alle diverse interazioni. Una mi-croscopica quanto immensa orchestra cosmica che dà forma al tutto ma che attualmente non si è in grado di dimostrare sperimentalmente per via delle energie necessarie che sono ben oltre la portata dell’attuale tecnologia. Tuttavia essa rappresenta un modello estremamente affascinante che ha aperto nuove ed avveniristiche prospettive. Notevole di menzione è anche la Teoria della Gravità Quantistica a Loop, ancora in fase di sviluppo ma molto promettente data la sua rigorosa impostazione matematica
Gravità Olografica
Nel 1995 la Teoria delle Stringe ha raggiunto un apice di eleganza teorica con l’esposizione dalla M-Teoria ad opera del fisico Edward Witten il quale è riuscito a formalizzare un modello matematico in ben 11 dimensioni, 10 spaziali e una temporale, capace di coniugare coerentemen-te le cinque principali versioni sino a quel momento elaborate. Successivamente nel 1997 Juan Maldacena propose alla comunità scientifica il suo importantissimo lavoro sulla corrispondenza tra gli Spazi anti-de Sitter e le Teorie di Campo Conforme (AdS/CFT), ovvero sulla stretta relazione di corrispondenza che intercorre tra la Teoria delle Stringhe e la Meccanica Quantistica. A tutt’oggi esso è considerato tra gli sforzi più importanti della fisica teorica, una pietra miliare di riferimento che vanta innumerevoli citazioni e rappresenta la più congrua realizzazione matematica del Principio Olografico proposto originariamen-te da Gerard ‘t Hooft e successivamente promosso e sviluppato da Leonard Susskind.

Questo principio, che viene applicato alla forza di gravità, sostiene il legame tra le proprietà termodinamiche di una massa circoscritta a un volume e l’interazione della sua superfice con lo spazio circostante, cioè tra una proprietà tridimensionale e una bidimensionale legate tra di loro dall’entropia intrinseca alla massa stessa come analogamente, ma in senso relativistico, ipotizzò Ted Jacobson già nel 1995. Tra il 2009 ed il 2010 l’olandese Erik Verlinde ha esposto un’ulteriore evoluzione a questi concetti avanzando l’ipotesi che la gravità sia una proprietà emergente e non fondamentale, una forza entropica che nella sua descrizione riesce a includere sia le equazioni della Relatività Generale che quelle della Gravitazione Newtoniana. Un risultato tanto notevole quanto oggetto di critiche e scetticismi. Di significativo pregio anche il lavoro di Daniele Pesolillo, una tesi di Laurea Magistrale pubblicata nel 2011, che risulta essere il primo lavoro accademico di questo tipo in lingua italiana, anch’esso accolto con scarso entusiasmo da tradizionalisti e conservatori.

Maledette Particelle
Probabilmente nell’ormai leggendario anno 2012 anziché “la fine del mondo”, ha avuto luogo l’inizio di una nuova era scientifica a circa 100 metri di profondità nel sottosuolo tra la Svizzera e la Francia nella monumentale installazione del CERN di Ginevra. I rilevatori dell’LHC, l’acceleratore di particelle più grande e sofisticato mai costruito prima, hanno osservato qualcosa di estremamente affine alle previsioni fatte per il Bosone di Higgs, scoperta che pare ormai confermata dalle numerose analisi sui dati. Questa particella costituiva il tassello mancante e fondamentale del Modello Standard che, in sua assenza, sarebbe privo di consistenza essendo essa responsabile del meccanismo che conferisce la massa alle altre particelle. Per chiarire meglio il concetto è necessario esplicitare nel linguaggio comune i principi su cui si fonda il Modello Standard. Esso è una schematizzazione della Teoria Quantistica dei Campi in relazione alle particelle elementari, che costituiscono la materia, e alle interazioni fondamentali che le governano, fatta eccezione per la forza di gravità che non viene inclusa.

Molto grossolanamente possiamo generalizzare la suddivisione in due macro-famiglie di particelle:

- i Fermioni, costituenti la materia effettiva;
- i Bosoni, mediatori di interazione e del relativo campo.


Sinora questo modello ha fornito precise previsioni puntualmente verificate sperimentalmente con l’aggiunta talvolta di qualche lieve variante esotica, ma per essere pienamente sostenibile si rendeva necessaria l’esistenza di un campo scalare e onnipervasivo, cioè costante e presente ovunque nell’universo, tale da fornire una base su cui i Fermioni potessero acquisire consistenza materiale, potessero essere cioè dotati di massa. Questo effetto è detto Meccanismo di Higgs ed è in grado anche di spiegare il fenomeno della Rottura Spontanea della Simmetria, ovvero il processo primordiale di differenziazione delle interazioni fondamentali. Essendo questo campo, detto Campo di Higgs, esso stesso quantizzato, operando una sufficiente perturbazione al suo interno è possibile rilevarlo, ma per rendere fattibile e affidabile questa osservazione si è reso necessario l’utilizzo delle avanguardistiche tecnologie presenti nell’LHC, che alla fine hanno dato i loro frutti premiando gli sforzi di oltre 50 anni di ricerca.

È un risultato che fornisce importantissime risposte ma apre la strada ad altre domande, come giusto che sia nella ricerca scientifica di base. Resta però ancora esclusa l’incomprensibile interazione gravitazionale che in questo modello, in assenza della rispettiva particella mediatrice, l’ipotizzato Gravitone, proprio non può starci. Le Stringhe e altre teorie correlate come la Supersimmetria risolverebbero il problema, ma al momento sembrano richiedere tecniche di ri-scontro ancora non disponibili.

Intriganti Scenari
Apriamo una riflessione sul significato di questa scoperta cercando di estendere la filosofia fondante il Modello Standard tenendo anche presente quanto esposto in precedenza. I principi di una gravità olografica, vista come forza entropica, potrebbero non essere in disaccordo con la presenza di un tale campo, anzi, questi due aspetti, apparentemente distinti, sono interpretabili come due prospettive diverse di uno stesso principio, la prima come una valutazione statistica su scala macroscopica e la seconda peculiare su scala quantistica offrendo possibilità di ricongiunzione con la Relatività Generale rimanendo coerente anche con la Teoria delle Stringhe. Si potrebbe avanzare quindi l’ipotesi di una revisione del Modello Standard in chiave olografica considerando come riferimento universale il Campo di Higgs e tutte le altre particelle come proiezione di un’informazione quantistica, analogamente a come viene ricostruita un’immagine tridimensionale da una lastra bidimensionale.

Analogia che, nella realtà fisica, potrebbe trovare riscontro nella corrispondenza AdS/CFT a più dimensioni. In questa visione la gravità assumerebbe il ruolo particolare di proprietà emergente strettamente geometrica prodotta dall’interazione del Campo di Higgs e la massa da esso stesso conferita. Per rendere meglio l’idea visivamente, è un effetto molto simile a quello prodotto da un corpo immerso parzialmente in un liquido leggermente perturbato, un po’ come un ciottolo sulla sponda di un lago, che in questa interazione produce localmente un fenomeno di autointerferenza con il liquido stesso. La forza di gravità potrebbe essere quindi interpretata come una proprietà plastica del vuoto di cui il Campo di Higgs, date le sue caratteristiche, è un elemento fondamentale. Essa può essere descritta secondo principi olografici in uno spazio-tempo curvo secondo la Relatività Generale, considerando, cioè, in cui in ogni punto, una superficie “virtuale” di proiezione, un oggetto puramente matematico, che ne codifica la geometria di interazione.

In ultima analisi il Campo di Higgs potrebbe essere una manifestazione del vuoto stesso, una sua varietà, e conseguentemente dello spazio-tempo che si rivelerebbe così anch’esso quantizzato e consistente dal punto di vista sperimentale. Per penetrare ancora più efficacemente questa ipotesi è necessario soffermarsi con attenzione sul concetto, tutt’altro che aleatorio, di informazione, intesa in un senso strettamente fisico e misurabile a livello sia statistico che quantistico. Se l’intero universo è un ologramma cosmico, come suggerisce Susskind, deve essere inevitabilmente prodotto da informazioni definite ee opportunamente codificate.
Ricordiamo che l’olografia si basa sul principio dello schema di interferenza, ovvero di un ag-gregato di onde che possono interferirsi sia in ampiezza che in fase e che così correlate tra di loro rappresentano fedelmente un’informazione.

Il concetto di onda in Meccanica Quantistica è fondamentale per descrivere la realtà e di recente è stato anche approfondito in maniera molto raffinata. David Tong ha strutturato un modello per la Cromodinamica Quantistica interpretando i gluoni, mediatori dell’interazione forte tra i quark che costituiscono protoni e neutroni, come solitoni, particolari onde che hanno la proprietà di non disperdersi, né di attenuarsi lungo il loro tragitto. Essi vengono studiati anche in fisica non lineare applicandoli alla propagazione di segnali a lunghissima distanza e tra le loro singolari caratteristiche hanno quella di interferire non in ampiezza, ma in fase, senza perdere la loro individualità. Solitoni e olografia sono matematicamente integrabili tra di loro in una codifica a modulazione di fase prevedendo come caso secondario la modulazione in ampiezza per le onde che decadono con comportamento lineare.

Ordine e Disordine
Seguendo questa linea di pensiero, seppur al momento puramente speculativa, è inevitabile prolungarsi sino all’orizzonte cosmologico ma, per affrontare efficacemente questo impegno, è assolutamente necessario valutare una revisione del concetto di entropia. Ricordiamo, in estrema sintesi, che l’entropia è un parametro dipendente dallo stato di “disordine” di un dato sistema. Più è elevata l’entropia tanto più è elevato il disordine che caratterizza il sistema. Si è sempre dedotto che, essendo l’intero Universo assimilabile a un sistema chiuso e limitato, la sua entropia totale non può che aumentare giungendo sino ad un limite massimo definito “morte termodinamica” oltre cui non sono più possibili interazioni fisiche e chimiche di alcun genere. Alla luce delle moderne osservazioni che mostrano il cosmo in continua espansione ed unitamente ai risultati teorici precedentemente citati, questa deduzione, formulata nel XIX° secolo, perde decisamente consistenza.
Molto più plausibilmente è possibile riconsiderare l’entropia in senso informazionale, così come formulata da Claude Shannon, in un contesto olografico su scala cosmica senza necessariamente demolire la termodinamica classica, ma ridefinendola in maniera ancor più rigorosa in accordo con la Teoria dell’Informazione, così come già suggerito in un precedente articolo.

Le conseguenti implicazioni cosmologiche sono di rilevanza non trascurabile. Si potrebbe considerare l’Universo come un immenso agglomerato di informazioni codificato olograficamente, in cui il contenuto del suo volume è equivalentemente impresso sulla sua ipotetica superfice. In quest’ottica il decorso che va dal Big Bang sino all’attuale e futuro stato di evoluzione può essere paragonato, per analogia tecnologica, a un processo di decompressione di informazioni che vanno via via strutturandosi come un sistema dinamico tendente a un attrattore. Ciò mette in discussione anche le congetture di uno stato iniziale infinitamente piccolo e denso, nonché di singolarità, che andrebbero sensibilmente riviste. Potremmo ipotizzare, diversamente, un primo stadio di accumulazione/condensazione di ener-gia/informazione che, giunto a uno stato critico, innesca una singolarità destabilizzante a cui fa seguito lo stadio di espansione ancora in atto. Espandendosi l’Universo struttura se stesso ge-nerando spazio, tempo e materia, dando luogo a stelle, galassie, pianeti e tutto ciò che esiste come in un progetto che va realizzandosi autonomamente.

Materia Oscura ed Energia Oscura, ovvero ciò che attualmente l’astrofisica non riesce ancor bene a definire, seppur elementi predominanti ed estremamente influenti nel contesto cosmo-logico, delineerebbero universalmente le due tendenze evolutive di sintropia ed entropia, con-vergenza e divergenza, Logos e Caos, che si compenetrano, equilibrandosi, in un’armoniosa danza creativa.

Conclusioni
Abbiamo esaminato in questa panoramica solo alcuni dei più recenti sviluppi in ambito scientifico che ci fanno però intuire quanto esso sia interdipendente da quello umanistico, dal pensiero umano in genere. Per un significativo progresso tecnico e sociale è inevitabilmente necessario un profondo cambio di approccio, di impostazione concettuale, uno sforzo di spregiudicata, ma rigorosa, apertura al nuovo teso al superamento degli attuali limiti che, spesso, sono dettati da altre circostanze.

Un cammino di riconciliazione culturale possibile per cui auspico feconde prospettive.

Riferimenti Bibliografici
- Wikipedia, “Quantum Field Theory”, http://ift.tt/GOYSsx
- Wikipedia, “String Theory”, http://ift.tt/PAb3wu
- Wikipedia, “M-Theory”, http://ift.tt/HwE4YP
- J. M. Maldacena, “The Large N Limit of Superconformal Field Theories and Supergravity”, Adv. Theor. Math. Phys. 2:231-252, 1998
- L. Susskind, “The World as Hologram”, SU-ITP-94-33, 1994
- E. P. Verlinde, “On the Origin of Gravity and the Laws of Newton”, JHEP 1104:029, 2011
- D. Pesolillo, “La Gravità come Forza Entripica e l’Espansione Accelerata dell’Universo”, Tesi di Laurea Magistrale in Astrofisica e Cosmologia, Università di Bologna, A. A. 2010-2011
- Wikipedia, “Higgs Boson”, http://ift.tt/qmlmn1
- Wikipedia, “Spontaneous Symmetry Breaking”, http://ift.tt/1mAsaPn
- D. Tong, “Baths and Quarks: Solitons Explained”, http://ift.tt/1mAsbTf


Fonte: http://ift.tt/1mvaRwk

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Nove Anni di Crudismo: Il Viaggio Fotografico di Angela Stokes

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 1573910521_2c613ee997_zPerdere 72 chili e rinascere, un sogno di tante persone eppure Angela Stokes ci è riuscita, in 9 anni di crudismo ha potuto cambiare vita e queste foto ne sono la prova tangibile.
Non ci ha messo poco, ma il suo corpo si è disintossicato, purificato ed è sostanzialmente cambiato…. guardate con i vostri occhi l’incredibile viaggio di Angela attraverso nove anni della sua vita, i nove anni in cui ha deciso di cibarsi esclusivamente di cibi crudi, frutta e verdura. 
Agosto 2000,
Il suo 22° Compleanno

Aprile 2002,
Cantando a Reykjavik

Agosto 2002,
Al Matrimonio di un Amico

Settembre 2002,
Angela dopo Sei Mesi di Crudismo

Marzo 2003,
nel Galles

Novembre 2003,
Nuovo Taglio di Capelli

Maggio 2004,
Nuovo Amico di penna in Islanda

Febbraio 2005,
In Partenza dall’Islanda

Agosto 2005,
Nella Campagna del Sussex

Ottobre 2005,
In Norvegia

                              Novembre 2005, Sulla Stampa di Brighton

Marzo 2006,
Primo Viaggio in California,
Aprendo il Primo Durian

Maggio 2006,
Mercato dei Contadini a Santa Barbara

Maggio 2007,
Celebrando Cinque Anni di Crudismo in Asheville, Carolina del Nord

Agosto 2007,
Ritorno a Londra

Settembre 2008,
In Spiaggia in Canada

21 Giugno 2009,
Il Giorno che ha Sposato Mr. M in Oregon

Maggio 2010,
Succhiando Acqua di Cocco in Vilcabamba, Ecuador

Novembre 2010,
A Vilcabamba

Ci vuole tempo per ottenere questi risultati, tanta forza di volontà, tanta voglia di cambiare e soprattutto una presa di coscienza importante che faccia capire quanto è importante un’alimentazione sana ed equilibrata, purificatrice e disintossicante. Uno stile di vita diverso fatto di consapevolezza ed esercizio fisico. Non esistono i prodotti miracolosi per dimagrire. Angela oltre ad aver perso peso ha trovato anche un equilibrio importante nella sua vita, ha fatto delle scelte importanti e ha ottenuto dei risultati eccellenti in fatto di salute sia fisica che mentale.

Si può provare no?

Fonte

CateringVeg



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Galleggianti della Norma

Ciao carissimi!!! Finalmente dopo un po’ di anni son riuscita a riutilizzare la nonna papera, anzi “siamo” perché mi ha aiutato anche mio marito, e con un piatto che mai mai e poi mai avrei pensato di riuscir a veganizzare e mantenere sapore precisamente uguale all’ originale. Devo prima di tutto fare un appunto in […]

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Sorbetto-cake alla fragola

L’idea di partenza era di fare una cheescake, ma poi il tutto è deviato in un sorbetto che si crede una cheescake! Ingredienti (per 1 persona): 1 manciata di mandorle 3 datteri (di quelli cicciosi, non quelli smilzi e unticci che trovi nei cesti natalizi) 1 C di semi di sesamo 1 C di olio […]

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