Casatiello

Il Casatiello a Napoli è un’istituzione, dolce o salato, qui senza di lui non è Pasqua. Purtroppo però è preparato con ingredienti crudeli. Mia nonna faceva quello salato ogni anno, era il suo cavallo di battaglia. Da quando lei non c’è più non l’abbiamo più nè fatto nè comprato, anche perchè poi sono diventata vegetariana […]

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Insalata di barbaietole con cottage cheese vegan

Col passare del tempo, cerco sempre di aumentare l’elenco delle cose che mi piacciono. Le barbabietole non erano in questa lista, non so perché ma ho sempre pensato che non mi piacessero senza averle mai realmente assaggiate. Di sicuro il colore strano e il sapore “terroso” non aiutano. Quest’insalata mi ha fatto decisamente cambiare idea […]

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Inattese teleconnessioni tra i poli della Terra e le nubi nottilucenti

Il Giornale Onlinedi Renato Sansone

I poli della Terra sono separati da quattro oceani, sei continenti e più di 12.000 miglia nautiche. Nuovi dati ottenuti con la navicella spaziale AIM della NASA, hanno rilevato “teleconnessioni” nell’atmosfera terrestre che si estendono lungo tutta la strada che collega le estremità del globo. Le due aree, pertanto, sarebbero più vicine di quanto non suggerisca la geografia. “Abbiamo trovato – spiega Cora Randall, membro del team scientifico e presidente del Dipartimento di Scienze dell’Atmosfera e oceaniche presso l’Università del Colorado - che la temperatura dell’aria in inverno a Indianapolis, Indiana, è ben correlata con la frequenza delle nubi nottilucenti sopra l’Antartide“. Le nubi nottilucenti sono le più alte nubi della Terra. Esse si formano ai margini dello spazio, a 83 chilometri sopra le regioni polari, in quella che viene definita “mesosfera”. Sono composte da minuscoli cristalli di ghiaccio che brillano di un blu elettrico quando attraversate dalla luce solare.

AIM è stata inviata nello spazio proprio per indagare su queste nubi così particolari, per scoprire la loro formazione e conoscere la loro chimica interna. E come spesso accade quando si esplora qualcosa di ignoto, le teleconnessioni sono state scoperte per caso. “E’ stata una sorpresa“, dice il professore di scienza atmosferica e planetaria James Russel, della Hampton University. Una di queste teleconnessioni collega la stratosfera artica con la mesosfera Antartica. “Quando i venti stratosferici settentrionali rallentano, un effetto a catena in tutto il mondo fa sì che la mesosfera meridionale diventi più calda e secca, generando un minor numero di nubi nottilucenti. Al contrario, quando essi accelerano, la mesosfera diviene più fredda e umida, e le NLCS ritornano“, spiega lo scienziato.

Nel mese di Gennaio le nubi nottilucenti sono generalmente abbondanti, ma agli inizi del 2014 la navicella AIM ha osservato un declino improvviso e inaspettato del fenomeno. E’ interessante notare che, circa due settimane prima, i venti nella Stratosfera Artica erano fortemente perturbati, portando ad un vortice polare distorto. “Questo ha innescato una reazione a catena che ha portato un calo delle nubi nottilucenti in tutto il mondo“, dice Laura Holt, della University of Colorado’s Laboratory for Atmospheric and Space Physics. Questo è lo stesso vortice polare di cui i media hanno parlato intensamente nella stagione invernale; quello che ha paralizzato parte degli Stati Uniti a causa del gelo e delle nevicate abbondanti. Holt ha uno sguardo attento ai dati meteorologici e ha scoperto che, in effetti, c’era un legame statistico tra l’inverno degli Stati uniti e il declino delle nubi nottilucenti sopra l’Antartide.

“Abbiamo scelto l’esempio di Indianapoli perchè ho la mia famiglia che vive li“, spiega Randall, “ma lo stesso discorso è vero per molte città del nord“, aggiunge. In effetti, le temperature di superficie risultano ben correlate con le frequenze di nubi nottilucenti sopra l’Antartide. Questa correlazione avviene però con due settimane di ritardo, che è il tempo necessario affinchè il segnale si propaghi attraverso tre strati atmosferici (troposfera, stratosfera e mesosfera), e da un polo all’altro. Si tratta di un argomento complicato, ma una cosa è molto chiara: “Le nubi nottilucenti rappresentano una risorsa preziosa per lo studio di connessioni a lunga distanza in atmosfera, e noi abbiamo appena cominciato“, conclude Russel.

Immagine: crediti - Marek Nikodem
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Pensiero e Sincronizzazione Elettroncefalografica

Il Giornale Onlinedi Silvia Serio

“Nella nostra epoca l’uomo ha perso ideologicamente la strada… La scienza si è spinta troppo oltre nel distruggere la fiducia dell’uomo nella sua grandezza spirituale… e gli ha istillato la convinzione di essere semplicemente un insignificante animale, che si è evoluto per caso e necessità in un altrettanto insignificante pianeta, sperduto nella grande immensità del cosmo… Noi dobbiamo renderci conto dei grandi misteri della struttura materiale e del funzionamento dei nostri cervelli, della relazione tra cervello e mente e della nostra immaginazione creativa.”

Sir John Eccles, Nobel per la neurofisiologia


Lo studio delle neuroscienze trova addentellati con la sincronicità junghiana attraverso una branca medica ancora di sponda -la parapsicologia- per mezzo dell’analisi delle relazioni che intercorrono fra pensiero e sincronizzazione elettroencefalografica. Numerosi esperimenti condotti per mezzo dell’ausilio dell’elettroencefalogramma dimostrano come durante circostanze particolarmente coinvolgenti dal punto di vista emozionale, quali l’innamoramento, il fervore politico idealistico o religioso, amore o amicizia profonde, nella relazione maestro e discepolo, si creano delle modifiche dei tracciati elettroencefalografici del singolo e del gruppo degni di nota, che corrispondono a stati d’animo affini ed empatici. I tracciati EEG delle persone in suddette particolari circostanze tendono a mostrare simmetria di segnali fra l’emisfero cerebrale dx e il sx in un medesimo individuo, ma ancora piu’ sorprendente come possano diventare simili fra soggetti distinti. La scienza ufficiale afferma che la probabilita’ statistica che due persone abbiano tracciati EEG identici è nulla, in quanto ognuno assume caratteristiche personali che rispecchiano gli stati emotivi altalenanti e difficilmente riproducibili. Risultano quindi significativi i risultati riportati di seguito. Sebbene la scienza ufficiale non lo consideri un dato rilevante, sembra impossibile considerare casuale quanto verrà descritto.

L’EEG funziona da vero e proprio indicatore dello stato psicofisico, potendo documentarne con la sua coerenza interemisferica lo stato di integrità dell’individuo. Da esperimenti neurofisiologici viene documentato come una stessa persona presenti EEG altamente sincronizzato fra i due emisferi in relazione alla sua condizione (nella salute la sincronizzazione interemisferica è molto elevata e viceversa assume connotazioni non sincrone nella sofferenza e nelle forme depressive). Le onde armoniche caratterizzano stati creativi e di grande pace interiore: infatti i tracciati EEG di persone meditative e spirituali si presentano di forma sferica e ricchi di onde alfa, al contrario dei quadri tipici delle persone fredde e razionali che risultano prevalenti in onde delta e teta. Le onde sferiche presenti nelle persone meditative hanno una caratteristica forma a spirale che riporta alla terza matrice archetipica. Questo fa riflettere sulla simbolicità dei testi religiosi e della tradizione antica e moderna, che vede di frequente l’utilizzo della forma a spirale come simbolo che rappresenta la forza cosmica che agisce in senso continuo e centripeto.

Dagli esperimenti effettuati è emerso come esista una campo di “sincronizzazione collettiva” ovvero un campo di coerenza condiviso fra persone in gruppo, ad esempio in riunione, in preghiera o in meditazione: gli EEG tendono infatti a sincronizzarsi reciprocamente su frequenze stabilite. Inoltre il tracciato EEG di un soggetto meditante tende a desincronizzarsi nel momento in cui si avvicina un secondo soggetto estraneo e non interessato. L’allontanamento del soggetto riporta il tracciato a valori di sincronicità interemisferica. Nell’ambito della relazione uomo-donna, il substrato elettroencefalografico dell’attrazione sessuale è una sincronizzazione altissima, ma di segno opposto, e rappresenta simbolicamente lo yin e lo yang. Gli esperimenti condotti con l’ausilio dell’elettroencefalogramma fanno propendere per l’esistenza di una forma di comunicazione extrasensoriale fra le menti, comunemente identificata con il termine di “feeling” o di “empatia”.

Le onde elettroncefalografiche e le correnti neuronali trasmetterebbero dei veri e propri segnali di benessere o malessere; le stesse onde verosimilmente possono essere in grado di creare campi energetici che permettono una sorta di comunicazione non verbale fra individui. E’ plausibile pensare che i segnali che poi analizziamo come onde elettroencefalografiche possano essere vera e propria energia che rispecchia l’energia psicofisica della persona nel momento; ci risulta quindi vera ora la citazione attribuita a Sivanada: “il pensiero è una forza vitale e vivente,la forza piu vitale, sottile e irresisibile che esita nell’universo…il pensiero vive”

Esiste un’altra ipotesi per spiegare questi fenomeni: ed è la sincronicità, cioè la possibilità che eventi distinti si presentino in modo sincrono, in virtu’ della presenza di un vuoto subaquantistico che si sincronizza istantaneamente con eventi neuropsichici analoghi, senza barriere di spazio tempo. In questo caso il processo di astrazione che dobbiamo fare per superare le nostre accezioni comuni è ancora piu’ grande, ovvero non solo immaginare che il pensiero sia vera e propria energia e come tale si trasmetta, ma che possa comunicare con altri pensieri affini anche senza venirne a contatto, in una matrice primordiale dove eventi simili si sincronizzano senza l’avvento della causalità.

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Vegan kisselo mliako

Prima di spegare il procedimento di questa ricetta voglio precisare il perchè chiamo lo yogurt col nome bulgaro anzichè col nome turco che poi viene usato in tutto il mondo. Prima di tutto vorrei precisare che i vari racconti sulla storia dello yogurt sono una balla colossale senza fonti attendibili, si parla di yogurt gia […]

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Pasticcio di campagna

Pasqua è ormai vicina e la primavera dilaga nei prati tappezzati d’erba nuova, si sente nel vento che scuote i rami degli alberi in fiore, nei richiami degli uccellini intenti a preparare i loro nidi. E’ tempo di scampagnate all’aria aperta, per godere dei tiepidi raggi del sole… Cosa mettere nel cestino da pic-nic il […]

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Un classico intramontabile

Ciao a tutti, miei cari . Ok, è strano. Sono in Olanda e ho già pubblicato due ricette… di pasta, mi manca proprio! Oggi a pranzo non avevo voglia del solito panino con annessa tazza di caffe (lungo e acquosissimo), quindi ho trovato due fondini di pasta li ho mixati ed ecco qui. Niente di […]

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Contrastare la macchina del marketing dell’industria farmaceutica

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Farmaci_h_partbPeter Aldhous
I pazienti, non le industrie del farmaco, dovrebbero fornire risposte sui medicinali per avere un quadro reale della loro efficacia.
“Pharmageddon!” si riferisce ad un cambiamento nella sanità, un pò come i cambiamenti climatici. Quando saltiamo in auto per andare al lavoro, ci sembra una cosa buona, ma non la colleghiamo al fatto che spingiamo sul baratro il clima. Allo stesso modo, il clima dell’assistenza sanitaria viene spinto sul baratro dai dottori che danno ai pazienti farmaci costosi e rischiosi e non riescono a notare quando le cose vanno male. La medicina che abbiamo ora cesserà d’esistere. Diverrà Healthcare Inc.


Perché è accaduto?

I brevetti mondiali sui prodotti danno alle compagnie dei guadagni talmente straordinari, che le spingono ad incentivare enormemente la campagna pubblicitaria sui benefici di quei farmaci e a nasconderne i possibili rischi. Quindi abbiamo reso i farmaci soggetti alla prescrizione e così i veri consumatori di un medicinale non siamo io e te. Il consumatore, dal punto di vista dell’industria, è il dottore che prescrive la medicina. Le compagnie offrono regali ai dottori, viaggi nei Caraibi e riunioni e così via. La maggior parte dei dottori però, probabilmente influenzata da queste cose, resta ancor più influenzata dall’evidenza…

Quindi la medicina basata sull’evidenza non ha aiutato?

Io sono un sostenitore degli studi clinici controllati, ma abbiamo sovrastimato la loro utilità. Gli studi clinici sono eseguiti principalmente dall’industria. Solo la metà delle sperimentazioni viene pubblicata e quelle che lo sono, gli scrittori fantasma dell’industria lucidano il test negativo in modo che splenda come uno positivo.

Questi problemi possono essere corretti?

Se avessimo potuto eseguire i test in un numero di 100 volte superiore a quanto abbiamo fatto, se i test fossero indipendenti e avessimo accesso a tutti i dati, allora saremmo molto più avanti. Dobbiamo però chiederci quanto sia realistico. I test clinici controllati sono estremamente utili, ma non dovrebbero essere l’unico club che porti al corso di golf. Dobbiamo ripristinare l’abilità delle persone di guidicare in base all’evidenza davanti ai loro occhi.

Come sarà d’aiuto il tuo nuovo sito RxISK.org?

L’idea è di incoraggiare le persone a produrre le migliori descrizioni possibili della loro esperienza terapeutica e di portarla ai loro dottori, cercando di spingerle nel processo. Se mettiamo assieme un gruppo con lo stesso problema, riusciremo ad analizzare le cose. Daremo la risposta dei pazienti in tempo reale, dicendo: “Abbiamo 200 persone che hanno avuto lo stesso problema”. Questo incoraggerà molti pazienti e dottori a parlare.

Alcuni genitori sinceramente, ma erroneamente, credono che i vaccini abbiano causato l’autismo nei bambini. Non trovereste problemi simili con depistaggi?

Sì, chiaramente i dati saranno sporchi. Si cerca di ottenere un lavoro di gruppo, al contrario di gente che fa osservazione e si trova davanti un’industria in controllo di una mole di evidenze che sembrano dire che non ci sia un legame. Più persone possiamo contattare e più è facile ottenere un buon lavoro.

Profilo:
David Healy è direttore della North Wales School of Psychological Medicine, Bangor, UK. Un critico da lungo tempo dell’industria farmaceutica, il suo ultimo libro è Pharmageddon (University of California Press)

Tradotto da Richard per Altrogiornale

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Visto qui

CateringVeg



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Crespelle di farina di castagne con pesto di ortiche e noci

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ortiche

Le ortiche sono tenere ed è il momento giusto per raccoglierle e trasformarle in piatti deliziosi. Consumare ortiche in primavera è un modo di depurare l’organismo e fare il pieno di minerali preziosi come il ferro. Potete leggere qui tutte le sue proprietà. 

Io ne ho raccolte tantissime in giardino, ed oggi ero in vena di esperimenti: prima di tutto ho lessato le ortiche e ho messo da parte lacqua di cottura, per cucinare risotti e minestre.

cotta

Questa prima ricetta è un po’ strana, ma vi assicuro che il sapore finale è davvero buono.

Ingredienti:

per le crespelle

farina di castagne 100g

farina di grano tenero integrale 100g

acqua

Per il pesto:

400g di ortiche lessate e scolate

1 spicchio d’aglio

100g di noci sgusciate

2 cucchiai di salsa di soia

mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva

1

Preparare le crepes mischiando le due farine e l’acqua in modo da ottenere una pastella semiliquida, che ho cotto in una padella anitaderente appena unta di olio e portata a temperatura molto alta. Ho ottenuto cinque crepes consistenti, che ho lasciato raffreddare.

2

Frullate tutti gli ingredienti per il pesto. Ne otterrete una grande quantità (che io ho utilizzato per metà, mentre ciò che è rimasto lo userò per condire la pasta), da distribuire su ogni crespella che andrà poi coperta dalla successiva fino a formare una specie di torta a più strati. L’ultima in alto “chiude” la torta e l’ho cosparsa di aceto balsamico di Modena e pepe macinato.

Buon appetito!

torta

Inviato da

Fonte

CateringVeg



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Diabete, associazioni e i nuovi eretici

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diabete-2di Marcello Pamio

L’Associazione “Oltre il Diabete” sta diventando sempre più scomoda!

L’altro giorno a Brescia qualcuno ci ha fatto togliere il patrocinio della Provincia, con il risultato magistrale che la sala da gratis è diventata a pagamento.

Oggi in un piccolissimo Comune in provincia di Venezia, che saremo presenti il 9 maggio prossimo, hanno fatto togliere dalla locandina il patrocinio e addirittura sia il nome dell’eretica associazione che anche il nome del relatore: cioè il sottoscritto.

In qualsiasi città o paesino o villaggio in cui andiamo a parlare di diabete e salute, misteriosamente si scatenano telefonate, e-mail, pressioni con l’intento di disturbare e/o impedire le nostre conferenze. Ma nonostante questo il congresso a Brescia è stato un successone e le conferenze si faranno sempre a prescindere da questi metodi intimidatori di stampo mafioso.

Il dato certo è che qualcuno, magari pagato per farlo, scandaglia la Rete alla ricerca dei nostri appuntamenti, anche i più insignificanti e locali.

La domanda sorge spontanea: ma questi individui non hanno di meglio da fare che occupare il proprio tempo collegandosi a internet? Per esempio cercare di aiutare realmente le persone malate di diabete!

Siamo tutti volontari, non ci guadagniamo niente e lo facciamo perché ci crediamo. Tutto qua.

Per cui, se lor signori lo desiderano, possiamo metterVi dentro la nostra newsletter, così non dovrete faticare a cercare i nostri incontri: ve li mandiamo direttamente via e-mail.

Sono tutte serate libere e pubbliche e non abbiamo nulla da vendere e da nascondere.

Ma chi sono questi gruppi a cui danno così fastidio i nostri liberi dibattiti?

Certamente le principali associazioni diabetiche che molto hanno da perdere (prestigio, potere, soldi), come per esempio Diabete Italia, un gruppo fondato dalle Società Scientifiche di Diabetologia, e cioè dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e dalla Società Italiana di Diabetologia.

Questi grandi moralisti-scientifici, che si ergono a difensori della salute pubblica – anche se i risultati non danno loro ragione – che innalzano lo scettro della vera Scienza e sputano sentenze, giudicando senza conoscere e approfondire, hanno sempre, chissà come mai, le dita nella marmellata. Hanno sempre strani e ambigui collegamenti…

Come riporta il loro sito ufficiale, i partner sostenitori dell’Associazione Medici Diabetologi, sono le principali multinazionali che producono farmaci e strumenti per il diabete!

Sarebbe di pubblico interesse sapere cosa s’intende esattamente per sostenitori! Sostengono dal punto di vista morale, spirituale, scientifico, economico?

Stiamo parlando di: Abbott, Amgen, Angelici, Astra Zeneca, Allergan, Alfa Wasserman, Bracco, Bristol Myers Squibb, Boehringer Ingelheim Bayer, Chiesi, Crinos, Eli Lilly, Formenti, Glaxo Smith Kline, Guidotti, Italfarmaco, Lusofarmaco, Lundbeck, Merck Sharp & Dohme, Menarini, Malesci, Novartis, Organon, Ortho Biotech, Pfizer, Roche, Recordati, Merck Serono, Sanofi Aventis, UCB Pharma, Schering, Schering Plough, Stroder, Sigma Tau, Servier, Takeda, Zambon.

Tutte aziende che guadagnano moltissimo dal diabete.

Esattamente quei gruppi che hanno tutto da perdere se il diabete venisse realmente sconfitto…

Possiamo veramente fidarci del vangelo scritto su ispirazione divina dalle lobbies del farmaco, letto ogni santo giorno dai nuovi sacerdoti in camice bianco, secondo il quale il diabete è una “malattia cronico-degenerativa incurabile”?

Gli evangelisti in questo caso, sono le stesse industrie che vendono insulina, aghi, siringhe, glucometri, strisce urinarie e tutto quel mondo che ruota attorno al diabete.

Molto da perdere direi, visto che si parla di 422 miliardi di dollari all’anno, e questa già folle cifra supererà, entro il 2025, il tetto dei 559 miliardi di dollari. Ogni singolo anno!

Il trend, secondo i dati ufficiali dell’OMS, è in crescita esponenziale forse perché non c’è la reale volontà di sconfiggere il diabete?

Quindi attenti voi persone libere che cercate informazioni che vanno aldilà delle sacre scritture canoniche: non venite alle serate che organizziamo, perché rischiate l’eresia e il conseguente rogo mediatico…

Fonte

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Kepler trova un ‘cugino’ della Terra



Chiamato Kepler-186f, il nuovo pianeta è più grande del 10% rispetto alla Terra ed è il più esterno di cinque pianeti che ruotano intorno ad una nana rossa. Il commento di Giuseppina Micela, direttore dell’INAF - Osservatorio Astronomico di Palermo ed esperta della di ricerca di esopianeti

di Enrica Battifoglia


Scoperto il primo pianeta roccioso di dimensioni del tutto simili a quelle della Terra sul quale potrebbe scorrere acqua allo stato liquido: una condizione fondamentale, questa, per poter ospitare forme di vita. Si trova nel nostro stesso angolo della Via Lattea ed è stato identificato dall’occhio del più celebre “cacciatore di pianeti” della NASA, il telescopio spaziale Kepler.

Le sue caratteristiche sono riassunte in una dettagliata carta d’identità pubblicata sulla rivista Science.

Chiamato Kepler-186f, il nuovo pianeta è più grande del 10% rispetto alla Terra ed è il più esterno di cinque pianeti che ruotano intorno ad una nana rossa (una stella più piccola e fredda del nostro Sole) distante 500 anni luce. Secondo i calcoli della Nasa, Kepler-186f completa la sua orbita in 130 giorni, e la distanza che lo separa dalla sua stella è pari a quella che c’è tra il Sole e Mercurio: si trova dunque nella cosiddetta fascia abitabile, ossia nella regione in cui riceve luce e calore tali da poter mantenere acqua liquida sulla sua superficie.

Per la coordinatrice della ricerca, Elisa Quintana, dell’istituto Seti e del Centro di ricerche Ames della NASA, il pianeta potrebbe ricevere dalla sua stella la “giusta” dose di luce e calore, “non troppo né troppo poco”, perché l’acqua possa esistere allo stato liquido. Per questo motivo Kepler-186f è molto diverso dagli altri pianeti simili alla Terra finora scoperti. Questi ultimi sono infatti troppo vicini alla loro stella per poter avere acqua liquida. Kepler-186f è il primo pianeta roccioso identificato nella zona abitabile ad avere dimensioni del tutto simili a quelle della Terra.

In ogni caso, poiché il pianeta ruota intorno ad una stella piccola e piuttosto fredda viene considerato più come un cugino della Terra che non un suo gemello. Le nane rosse sono molto numerose nella Via Lattea e hanno caratteristiche che le rendono particolarmente interessanti agli occhi dei cacciatori di vita nello spazio, come la loro longevità: ciò significa che c’è più tempo disponibile affinché sulla superficie dei pianeti circostanti avvengano le reazioni biochimiche necessarie alla nascita e all’evoluzione della vita.

D’altro canto, però, le stelle più piccole sono in genere più attive ed emettono quantità maggiori di radiazioni.

“Il pianeta che è stato trovato da Kepler – dice Giuseppina Micela, direttore dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo ed esperta della di ricerca di esopianeti -, questo Kepler-186f, è sicuramente il pianeta più simile alla Terra che conosciamo, in termini di massa e di temperatura superficiale, anche se ancora non conosciamo nulla della sua atmosfera. È stato definito il cugino della Terra perché è così simile, dal punto di vista della sua struttura, alla nostra Terra. È il cugino, e non il gemello, proprio perché la stella, invece, è diversa, trattandosi di una stella molto più fredda del Sole e più piccola. Queste sono le stelle più comuni nell’Universo. Sono le stelle su cui è più facile trovare pianeti piccoli, proprio perché, essendo stelle piccole, il contrasto stella-pianeta è più favorevole. Come comunità italiana – aggiunge – grazie allo strumento HARPS-N sul Telescopio Nazionale Galileo, abbiamo un programma dedicato alla ricerca di terre abitabili attorno a stelle di tipo M, proprio come quella attorno a cui è stato trovato il pianeta da Kepler”.

(INAF)
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Polpette IKEA vegetariane in fase di sviluppo!

Affrontare il cambiamento climatico… una polpetta alla volta. Anche Ikea, infatti, ha capito (e ammesso) lo stretto legame che c’è tra riscaldamento globale, inquinamento e produzione di carne. Per questo, ha scelto di strizzare l’occhio ai vegetariani, annunciando una versione vegetale delle sue classiche polpette, diventate uno dei simboli del famoso scandalo della carne di cavallo.
Ammettiamolo pure, una delle principali ragioni per cui le persone visita un negozio IKEA è anche l’opportunità di concedersi un piatto di deliziose polpette svedesi. Il fai da te può aspettare. Ma se la coscienza ambientale e l’etica vi impongono di non mangiare carne, sareste davvero felici di poter trovare un’alternativa veg alle polpette classiche nei ristoranti del colosso dell’arredamento? Il rischio, in effetti, è quello che i consumatori attenti all’ambiente e agli animali si possano sentire un po’ presi in giro. (continua su Le polpette svedesi di IKEA vegetariane contro i cambiamenti climatici)

Polpette IKEA vegetariane in fase di sviluppo!

Affrontare il cambiamento climatico… una polpetta alla volta. Anche Ikea, infatti, ha capito (e ammesso) lo stretto legame che c’è tra riscaldamento globale, inquinamento e produzione di carne. Per questo, ha scelto di strizzare l’occhio ai vegetariani, annunciando una versione vegetale delle sue classiche polpette, diventate uno dei simboli del famoso scandalo della carne di cavallo.
Ammettiamolo pure, una delle principali ragioni per cui le persone visita un negozio IKEA è anche l’opportunità di concedersi un piatto di deliziose polpette svedesi. Il fai da te può aspettare. Ma se la coscienza ambientale e l’etica vi impongono di non mangiare carne, sareste davvero felici di poter trovare un’alternativa veg alle polpette classiche nei ristoranti del colosso dell’arredamento? Il rischio, in effetti, è quello che i consumatori attenti all’ambiente e agli animali si possano sentire un po’ presi in giro. (continua su Le polpette svedesi di IKEA vegetariane contro i cambiamenti climatici)

Coniglietti pasquali

Dopo un po’ di assenza, dovuta a vari impegni lavorativi e non, oggi mi sono rimessa all’opera. Come ogni anno ho preparato le colombe, le pastiere tradizionali da regalare… in più quest’anno ho realizzato dei coniglietti di pan brioche e allora mi sono detta: perché non provare anche una versione veg per me?? Detto fatto… […]

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Pranzo igienista

Ieri é venuto a pranzo un caro amico americano. Il suo peso è di circa 170 kg, ma sta velocemente calando (pesava infatti circa 220 kg) grazie ad una dieta vegetariana, quasi vegana e limitando notevolmente i grassi. Volevo preparargli qualcosa di sostanzioso e crudista (visto che apprezza anche questa “cucina”). E quindi ho preparato […]

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